Palazzo Mirto

Palazzo Mirto è un palazzo storico di Palermo. Palazzo Mirto ingloba nelle sue originarie strutture, un nucleo di antiche case appartenute  un tempo ad una nobile e ricca famiglia di origini pisane, i Resolmini, e ancor prima alla famiglia Omodei.
A partire dal 1594 diventa la residenza dei Filangeri,  conti di San Marco e principi di Mirto, quando don Pietro Filangeri esponente di uno dei casati più prestigiosi della nobiltà siciliana sposa Francesca De Spuches, unica figlia di don Vincenzo, giudice della Gran Corte, presidente del tribunale del Real Concistoro, barone di Amorosa e della Mendola e proprietario del palazzo. Da questo momento la storia di questa dimora si identifica con quella della famiglia Filangeri, il cui arrivo in Italia si fa risalire al periodo normanno.
Il leggendario capostipite del casato era Angerio D’Arnes, un nobile cavaliere normanno venuto in Italia al seguito di Roberto il Guiscardo. Egli ebbe quattro figli che in onore delle glorie paterne, si fregiarono dell’appellativo di “Filii Angerii”. La tradizione vuole che l’ultimo di questi, Tancredi Filangeri, fosse presente all’incoronazione di Re Ruggero II nel 1129.

L'edificio è ubicato nel centro storico di Palermo, alla Kalsa, nel quariere dove è ubicato il nostro B&B, ed è un' antica cittadella araba fortificata. È stato per quattro secoli dimora palermitana dei Filangeri, e poi dei Lanza Filangieri Principi di Mirto, da cui prende nome il palazzo.

Le strutture più antiche dell'edificio risalgono al XIII secolo ma, dopo le fasi costruttive della fine del Cinquecento e del Seicento, l'edificio subì una radicale trasformazione. Altri rifacimenti si susseguirono lungo tutto il corso del XIX secolo fino a giungere alle forme attuali.

L'interno è arredato con magnificenza. Perfetto esempio delle residenze dell'aristocrazia palermitana, il palazzo custodisce arredi che vanno dal Seicento all'Ottocento. Numerosi i lampadari di Murano, i pannelli laccati di Cina, gli orologi, le porcellane, e gli arazzi.

Oggi palazzo Mirto è un meraviglioso museo, e si offre ai visitatori come un prezioso informatore sul “modus vivendi” cioè le abitudini e lo stile di vita della nobiltà del tempo.