Teatro Massimo

Si trova a 20 minuti dal nostro B&B ma prima di arrivarci incontrerete il mercato della Vucciria che ha la particolarità di essere mercato di giorno mentre la sera si trasforma e diventa un luogo di movida, continuando vi imbatterete nei Quattro Canti una piazza ottagonale all'incrocio dei due principali assi viari di Palermo: la via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele. Dista 5 minuti a piedi dal mercato del Capo, dieci minuti dai Quattro canti, quindici minuti dalla stazione centrale, dal porto e dalla Cattedrale. 

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele (1875-1891) di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa (terzo in ordine di grandezza architettonica dopo Opéra National de Paris e Wiener Staatsoper di Vienna).

Monumento dall'autentico stile greco-romano, di  G.B.F. Basile, Ernesto Basile , con la sua sala a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi più un loggione, ha una capienza di 3.500 posti .

Nel 1990 il teatro è stato lo scenario di alcune riprese del film Il padrino - Parte III di Francis Ford Coppola, con Al Pacino, Andy Garcia e Sofia Coppola in cui il Padrino Michael Corleone si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

L’esterno del teatro, seguendo la moda dell'attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti e della Lirica dello scultore Maestro Cav. Mario Rutelli, figlio dello stesso Architetto Giovanni (Mario Rutelli è, fra le centinaia di sue opere scultoree, l'autore della quadriga che orna il pronao del Politeama Garibaldi, l'altro grande teatro di Palermo); in alto l'edificio è sovrastato da un'enorme cupola emisferica. L'ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s'appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.

L'apparato architettonico della grande sala si deve all'architetto Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista, autore del complesso generale dell'opera. Ernesto raffinatissimo rappresentante del Liberty europeo, si servì per le decorazioni e i particolari della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi. L'interno è decorato e dipinto da Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni. La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati (i cosiddetti petali) che vengono mossi da un meccanismo di gestione dell'apertura modulabile verso l'alto, che consente l'aerazione dell'intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna.